metodo di insegnamento

"Già in un'età in cui assolutamente non si sopportano queste cose, avviene per esempio che il ragazzo vada a scuola per la prima lezione della mattina: per la comodità del collegio degli insegnanti, in quella prima lezione vi è magari aritmetica, poi forse latino e quindi l'insegnamento di religione. Dopo magari musica o canto e forse nemmeno questo, ma, per esempio, geografia. Non è possibile rovinare l'anima umana in maniera più basilare se non facendo in modo che nel giovane la forza di concentrazione venga distrutta così radicalmente".

Rudolf Steiner allude qui al fatto che il bambino non dovrebbe correre il rischio di passare in modo caotico e disarticolato da una lezione all'altra, ma dovrebbe esser messo nella condizione di poter penetrare profondamente nelle qualità particolari di ogni materia con serenità, calma e tranquillità, prima di passare alla successiva. Per questa ragione, nelle scuole steineriane si attua un insegnamento a periodi, o epoche.

Ogni mattina le prime due ore sono dedicate all'epoca: per alcune settimane di seguito ci si occupa di una stessa materia; nelle settimane successive si passa ad un altro insegnamento, in una sorta di cicli intensivi dedicati alle materie tradizionali come aritmetica, storia, grammatica, ecc.

Le epoche hanno un ritmo prevalentemente mensile, mentre il resto della giornata è dedicato alle lingue straniere e alle materie artistiche, manuali e motorie, che seguono un ritmo orario che si ripete settimanalmente.

Mediante un insegnamento ad epoche il bambino ha la possibilità di immergersi in una materia tanto profondamente da sperimentare in modo intenso e concreto di aver compreso (preso con sé) qualcosa di peculiare riguardo a ai suoi argomenti. Ad un certo punto, dopo quest'intenso rapporto con gli elementi portati nell'epoca, il bambino sperimenterà di aver raggiunto un traguardo e si tratterà di un'esperienza concreta.