lavoro manuale

Il lavoro manuale è una materia attraverso la quale si sviluppano e si armonizzano le facoltà umane, quali volontà, sentimento e pensiero.

La volontà viene stimolata attraverso una ripetizione costante e cosciente. Il soffermarsi nel tempo sullo stesso lavoro consente al bambino di immergersi fin nelle profondità dell’esperienza, assaporare la bellezza delle varie fasi del fare e uscirne competente.

Inoltre ogni esperienza del lavoro manuale si basa su una ginnastica interiore, e in questo senso viene sollecitato il sentimento.

Sia all’interno della lezione che del singolo lavoro al bambino viene richiesto di tirar fuori qualità interiori differenti, in quanto vivendo l’intero processo sotto forma di inizio, svolgimento, fine, sperimenta situazioni con caratteristiche differenti imparando a riconoscerle. Questa elasticità interiore porta ad una presenza che lo aiuterà ad affrontare le varie circostanze.

Il lavoro manuale agisce anche sul pensiero in quanto questa materia è vissuta attraverso un insieme di azioni sensate che portano ad un metodo di lavoro.

Questa procedura inizia con un movimento corporeo, passa attraverso la sfera emotiva per giungere solo alla fine alla sfera del pensiero. Perciò il pensare deriva dall’attività e dal movimento.

Anche la scienza moderna ha evidenziato quanto le attività degli arti siano strettamente connesse con quelle cerebrali e come attraverso l’abilità manuale si stimolino le sinapsi celebrali.

Tutto questo viene portato incontro al bambino attraverso un insegnamento artistico.

Quest’ultimo mette l’accento sul processo, sul movimento interiore, sulle forze di fantasia, sul valore pedagogico delle immagini, sull’ascolto dell’esperienza, sull’agire sul bambino nella sua globalità, sul rendere l’essere umano libero perché pienamente cosciente, sull’arte di economizzare le forze, sull’equilibrio tra momenti di espansione e concentrazione, sulla religiosità dei piccoli gesti, sulla sacralità della bellezza del mondo, sulla ritualità della ripetizione, sulla coerenza tra pensiero e azione.

Il lavoro manuale è in linea con le tappe evolutive del bambino e si coordina con le altre materie anno per anno. Ogni lavoro manuale pur sollecitando il bimbo nella sua globalità mette l’accento su forze diverse, la finalità è un graduale risveglio di coscienza.

Grazie alla sua qualità di agire sulla volontà per cui sulla ripetizione, necessita di un’applicazione quotidiana a casa, e la modalità con cui si esprime è attraverso i compiti nell’arco di tutti gli otto anni scolastici, e un ritmo bisettimanale della durata di 50 minuti per classe.

Questa sana abitudine permette al bambino di sentirsi competente e ad infondergli fiducia. Inoltre lo porta ad entrare nella polarità del “dovere e del piacere” della vita, in quanto ha la possibilità di impegnarsi con gioia. Si sollecitano così le forze di perseveranza che serviranno poi per i compiti più di concetto che verranno assegnati dal maestro di classe dal terzo anno in avanti.

Il lavoro manuale viene insegnato coralmente, anticipando l’esperienza con storie e accompagnando il movimento con filastrocche. Ciò suscita nel bambino una serie di immagini a propria misura che gli consentono di approdare alla fine ad un concetto mobile.

L’insegnamento corale accompagna tutta la classe contemporaneamente a vivere il movimento tipico del lavoro che si sta affrontando, prima solo visivamente nella sua interezza e armoniosità poi praticamente suddividendolo in momenti uno consequenziale all’altro, vissuti uno per volta. Solo successivamente tale insegnamento si trasformerà in aiuto individuale.

La scelta dell’impostazione corale porta il bambino a sperimentare la classe come un tutt’uno di cui fa parte e a prendere coscienza delle varie esigenze di questo organismo. L’attendere, l’atteggiamento altruistico verso i compagni o il fare lavoretti preparatori per l’intera classe sono alcuni degli elementi che affinano il senso sociale. Grazie all’insegnamento corale si sollecitano forze di imitazione, si induce a mettersi interiormente in movimento. Questo mettersi interiormente in moto è la spinta, il germe dell’agire, è il motore della vita, è l’espressione di forze positive che vanno verso il futuro. In ogni lavoro manuale quando, dall’utilizzo di un materiale nasce un oggetto, grazie all’agire umano che trasforma la realtà, si va in quella direzione, si sollecitano forze di fantasia.

Ma il lavoro creato si appoggia su una realtà concepita con assennatezza, che dà valore alle piccole azioni, emblema di grandi idee e scelte quotidiane celate, per cui acquista un valore sociale. Il suo utilizzo sarà rivolto all’inizio alla classe o alla famiglia, poi alle altre classi, ai parenti o amici e non avrà mai un carattere decorativo bensì assumerà un posto importante nella vita quotidiana.

Proprio perché l’oggetto realizzato ha un risvolto pedagogico e un vissuto con tutte le caratteristiche già citate, rispecchierà una coerenza anche nella sua forma estetica che sarà legata alla sua funzione non solo nella forma ma anche attraverso il colore e il ricamo.

Questa coerenza tra il pensare e l’agire si esplica fin nella scelta e nella cura dei materiali e degli utensili. Questi ultimi infatti passeranno di classe in classe e per tutti acquistano un particolare sapore di qualcosa di tramandato, da rispettare e di cui avere cura. Ciò è anche sollecitato dall’esempio delle maestre che trattano con dedizione e amore i singoli lavori dei bambini, i materiali e gli utensili con cui sono stati realizzati. Tutto ciò viene trasmesso con empatia ed entusiasmo che sono i veicoli più idonei per indurre “quel movimento interiore” così importante per la vita.