didattica - il piano di studi

"Non si troverà mai che nelle sezioni "a" e "b", o magari anche "c", si facciano le stesse cose: sono le stesse, ma le si fa in modo diverso. Si agisce con libera fantasia creativa. Non ci sono prescrizioni, ma solo vi domina lo spirito della Scuola Waldorf. E' importante che lo si afferri. L'insegnante è autonomo, e in questo spirito può fare ciò che ritiene giusto."  R. Steiner, L'educazione come arte – O.O. 311

Il piano di studi della Libera Scuola Waldorf, redatto da Caroline von Heydebrand sulla base delle indicazioni e dei suggerimenti dati sull'argomento da Rudolf Steiner e delle esperienze pratiche dei suoi primi collaboratori, è da considerarsi ancora oggi valido e stimolante come al tempo della sua prima stesura soprattutto per due motivi.

Il suo primo merito consiste nel chiarire, mediante esempi significativi, come le materie scolastiche possano divenire un vero nutrimento dell'anima qualora, nel corso delle fasi evolutive del bambino e del giovane, non ci si limiti a voler trasmettere delle cognizioni, ma si cerchi invece, con una scelta opportuna delle materie e dei metodi di insegnamento, di realizzare una vera opera educativa.

In secondo luogo la struttura stessa del testo evoca e sottolinea il fatto che al processo evolutivo del bambino, che deve essere messo in grado di acquisire delle capacità e di assolvere i compiti che il suo destino ed il suo tempo gli impongono, corrisponde il complesso unitario e artistico delle singole discipline accordate tra loro come strumenti di un'orchestra.

Nel dare i principi base della sua pedagogia, Rudolf Steiner si è sempre preoccupato di stimolare gli insegnanti a lavorare secondo la propria libera creatività artistica, elevando la loro prestazione ad una vera arte educativa.

Questa aspirazione può realizzarsi solo nei confronti del bambino vivente, vale a dire in concreto nell'ambito di una data classe, in una data comunità scolastica intese come risultanti di fattori sociali, culturali, nazionali, geografici del presente e del prossimo futuro.

I genitori, gli allievi, il corpo insegnante, le tendenze e i sintomi storici di una struttura sociale adeguata ai tempi, sono, nel loro complesso, le sole realtà determinanti da cui può evolvere un piano di studi vitale per ogni struttura scolastica.

Il suo valore insuperabile sta nell'aver indicato come molti dei problemi legati alle varie fasi evolutive dei ragazzi possono essere affrontati con l'aiuto delle materie di studio e del metodo con cui vengono trattate, capace di suscitare nei maestri la capacità artistica di educare secondo la propria libera iniziativa, adeguandosi a quel piano di studi vivente, rappresentato dai bambini che celano in sé tanti enigmi umani e tanti problemi del nostro tempo.

La prima Libera Scuola Waldorf fu fondata nel 1919 a Stoccarda da Emil Molt (direttore della fabbrica di sigarette Waldorf Astoria, da cui la scuola prese il nome) sotto la guida pedagogica di Rudolf Steiner.

Le indicazioni circa la suddivisione delle cosiddette materie di studio nelle singole classi della scuola Waldorf sono sempre state date da Rudolf Steiner come conclusione di considerazioni che avevano come oggetto essenziale le varie fasi di sviluppo del bambino.

A queste considerazioni si aggiunsero le conferenze sul piano di studi in cui veniva esemplificato come le varie materie si adattino alle diverse età dei ragazzi.

Gli insegnanti ebbero poi modo di elaborare, completare e ampliare questi esempi secondo la loro preparazione culturale e le loro capacità, nella pratica quotidiana.

In tal modo si è venuto configurando un programma privo soprattutto di elementi schematici o dogmatici.

Di conseguenza, anche la suddivisione delle materie di studio nelle singole classi, non va presa come un precetto.

Il piano di studi ideale deve ricalcare l'immagine mutevole della natura umana in divenire seguendo le tappe dell'età, ma, come ogni ideale, si trova a fare i conti con la realtà della vita in cui deve inserirsi.

Di questa realtà fanno parte molti elementi: l'individualità dell'insegnante che si trova di fronte alla classe, la classe stessa con le caratteristiche dei singoli allievi, il momento storico e il luogo in cui la scuola si trova, le leggi e le autorità del paese.

Tutti questi dati modificano il piano di studi ideale e richiedono mutamenti e adeguamenti. Solo un piano di studi duttile e plasmabile permette di assolvere il compito educativo in modo adeguato. 

L'Euritmia, l'arte del movimento creata da Rudolf Steiner, che per il suo significato pedagogico è materia di studio obbligatoria nelle scuole steineriane, potrà venir compresa, così come l'abbiamo qui descritta, solo da quanti la conoscono già per esperienza diretta o per avere assistito a qualche rappresentazione.

Le indicazioni circa il programma di Euritmia suoneranno, a chi non la conosce, altrettanto estranee quanto può apparire estranea la matematica nei suoi vari rami a che non ne abbia alcuna cognizione. Tuttavia è un campo di studi al quale noi attribuiamo il massimo valore per le implicazioni artistiche, morali e salutari che esso comporta. È da tenere presente che le singole discipline, che qui vengono necessariamente presentate una per una, sono trattate dall'insegnante una nell'altra, perché il bambino non esperimenti il mondo smembrato nei vari campi dello scibile, bensì impari a conoscerlo come un cosmo unitario, meravigliosamente ordinato.

Così, per esempio, nel periodo di geografia (a partire dalla quarta classe) il maestro parlerà della storia del territorio da studiare, della sua flora e fauna, della cultura ecc. cercando di dare dell'insieme un quadro organico.

In questo è aiutato dal fatto che durante gli anni che vanno dalla seconda dentizione alla pubertà, insegna lui stesso tutte le materie principali ed ha quindi la supervisione del programma.

Nella scuola steineriana ogni materia viene trattata a periodi di quattro, cinque, sei settimane consecutive, tutte le mattine durante le due ore dell'insegnamento, dalle otto alle dieci.

Questa suddivisione dell'orario in periodi, insieme con il fatto che lo stesso maestro impartisce l'insegnamento delle materie principali accompagnando i ragazzi durante tutto l'arco della scuola dell'obbligo, oltre a rendere più coerente tutto l'insegnamento, dà al maestro la possibilità di realizzare, nel corso degli anni, un'opera educativa di grande soddisfazione per lui e fonte di ricchezza interiore, di forza e di sano equilibrio per i suoi alunni.